Ùmaro**
por Anna
Leone
Da qualche anno, in
questa città sporca e imbrogliata, si è diffusa una strana leggenda
metropolitana ( vox populi vox dei...) su un feroce animale che si aggira nel
mondo di cunicoli sotterranei che la attraversano. Alcuni dicono sia una specie
di dragone simile a quelli delle feste cinesi, altri un enorme ratto di fogna
nato dallo schifo che da sempre inonda la città. Altri ancora, invece, sperano
sia un animale apocalittico mandato da un lontano dio a punire la nuova
Gomorra.
Sulla parte bassa
del suo volto due enormi occhi luminosi scrutano il buio dei cunicoli. Ha
migliaia di bocche: la principale, enorme, è sul volto e ha la sola funzione di
lanciare il grido di battaglia che precede ogni suo attacco; le altre sono sui
fianchi del suo lunghissimo corpo e servono ad ingoiare quanto più cibo
possibile e a portarlo immediatamente allo stomaco: evitando ogni inutile
perdita di tempo. Ogni volta che le sue fameliche bocche si aprono, un vapore
bollente esce sibilando, e, ogni volta che si richiudono, si libera un urlo di
gioia e godimento. Allora il mostro riprende la sua corsa, e il suo grido di
battaglia, sordo e potente, si sovrappone al fischio delle unghie che stridono
contro il suolo. Nel suo ventre i dannati si contorcono; sudati, sporchi e
abbandonati urlano. E dall'urlo delle sue vittime ha avuto origine il suo nome.
anna leone